Emissioni sotto controllo con il progetto Ue Prepair

Tra i settori coinvolti, anche quello agricolo. Per questo sono previste le Azioni C4 e C5, ovvero metodologie di fertilizzazione che minimizzano l’inquinamento atmosferico e un modello per la valutazione qualitativa e quantitativa delle emissioni di un allevamento zootecnico in funzione delle tecniche applicate


emissioni zootecniche

Promuovere nel bacino padano stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili, cioè capaci di ridurre le emissioni, migliorando la qualità dell’aria con l’obiettivo anche di rispettare gli standard di inquinamento previsti dall’Europa. Sono gli obiettivi del progetto europeo Prepair, acronimo di Po Regions Engaged to Policies of Air, che vede coinvolti 18 partner nazionali e internazionali.

L’Emilia-Romagna è capofila del progetto, che comprende anche Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Provincia di Trento, le Agenzie ambientali di Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e l’Agenzia per l’ambiente della Slovenia; i comuni di Bologna, Torino e Milano; Ervet e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

A disposizione ci sono 17 milioni di euro (10 milioni arrivano dall’Europa con i fondi del Programma Life) da investire in 7 anni. L’evento iniziale del progetto Prepair si è svolto a Bologna nell’ambito delle iniziative correlate al G7 ambiente, in cui è anche stato firmato il nuovo accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano.

I settori su cui il progetto intende intervenire sono: trasporto di merci e passeggeri, efficienza energetica, combustione di biomasse per uso domestico e agricoltura. In particolare, per il settore agricolo, sono previste le Azioni C4 e C5. La prima mira a individuare metodologie di fertilizzazione che riducano le emissioni di ammoniaca in atmosfera, partendo dalla ricognizione degli studi svolti finora e prevedendo anche ulteriori prove in campo ed eventuali casi studio. La seconda azione mira all’elaborazione di un modello comune a tutto il bacino padano, per la valutazione qualitativa e quantitativa delle prestazioni ambientali e delle emissioni di un allevamento zootecnico in funzione delle tecniche applicate. Al fine di sviluppare l’azione e sviluppare una metodologia, verrà costituito entro il 28 febbraio 2018 un gruppo di lavoro di esperti. Nei due box i dettagli delle azioni.

 

AZIONE C4

Applicazione di fertilizzanti a base di urea con modalità a basse emissioni.

Coordinatore: Emilia-Romagna.

Area di interesse: Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto.

Altri partecipanti: Piemonte, Lombardia, Veneto. Trento e Friuli-Venezia Giulia (solo per scambio di dati e partecipazione agli incontri di progetto).

Finalitа:

– identificazione delle migliori tecniche di applicazione anche rispetto alle tipologie di coltivazione in atto e delle possibilità di adozione di fertilizzanti alternativi (reflui di allevamento) o a lento rilascio di azoto, con valutazione dei costi e benefici associate, anche mediante prove sperimentali e casi studio;

– formazione degli operatori e seminari di esperti.

Descrizione azione:

– ricognizione sui metodi di applicazione, sulle tipologie di aziende maggiormente interessate e sulle quantità di fertilizzante attualmente utilizzate in agricoltura, con identificazione dei possibili casi studio;

– stima delle emissioni generate, anche attraverso test;

– specifiche valutazioni per l’identificazione delle migliori tecniche per l’applicazione dei fertilizzanti in funzione delle coltivazioni presenti, o sulla possibilità di individuare tecniche per ridurre la fertilizzazione chimica a favore di quella derivante dalle deiezioni, o utilizzando fertilizzanti a lento rilascio di azoto;

– valutazione dei costi e della replicabilità delle tecniche nell’area del Bacino Padano, coinvolgendo anche le associazioni dei gestori e i rappresentanti dei produttori dei fertilizzanti, che possono avere un ruolo di assistenza nell’applicazione dei prodotti.

Risultati attesi: potenzialmente alti risultati di riduzione delle emissioni di ammoniaca dall’applicazione delle migliori tecniche considerate applicabili (almeno il 18 % delle emissioni di ammoniaca).

Possibili difficoltа: l’effettivo coinvolgimento delle parti, trovare soluzioni che siano al contempo efficaci e applicabili dal punto di vista tecnico ed economico.

Cronoprogramma: 3 anni, da luglio 2017 a marzo 2020.

Budget: 360.000 euro.

 

AZIONE C5

Elaborazione di un modello comune per la valutazione delle emissioni e odori degli allevamenti intensivi di bovini, suini e avicoli.

Coordinatore: Emilia-Romagna. Veneto coordina lo sviluppo del modulo “qualitativo”; Arpae Emilia-Romagna e Arpa Piemonte definiranno le linee guida sulle migliori tecniche relative alle condizioni meteorologiche e alle condizioni del suolo attuali e previste.

Area di interesse: Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto.

Altri partecipanti: Piemonte, Lombardia, Veneto. Trento e Friuli-Venezia Giulia (solo per scambio di dati e partecipazione agli incontri di progetto) + ARPAE e ARPA Veneto

Finalitа: elaborazione di un modello per la valutazione qualitativa e quantitativa delle emissioni di gas e odori, e rilasci in acqua di composti dell’azoto derivanti dalle attività dell’intero allevamento (whole farm), integrato tra le diverse componenti ambientali

Descrizione:

Il modello dovrà avere le seguenti caratteristiche:

– essere elaborato a partire dalla ricognizione di tutti gli strumenti utilizzati a livello locale e dalle esperienze di utilizzo maturate finora; essere sviluppato a partire da un data-base comune e condiviso; essere applicabile alle singole aziende, adattabile a diverse tipologie di allevamento, diverse categorie di animali e diverse condizioni locali;

– essere applicabile anche su scala più ampia (ad es. per valutare l’efficacia di politiche normative o incentivanti);

– il modello dovrà inoltre essere elaborato nel rispetto dei principi di approccio whole farm (cioè considerare l’interazione di tutte le fasi dell’allevamento) e approccio integrato (cioè considerare tutte le component ambientali).

Il modello sarà composto da due moduli correlati:

– modulo qualitativo, con lo scopo di dare una valutazione complessiva del livello di sostenibilità di un allevamento, in base alle tecniche applicate, e di individuare conseguentemente i margini di miglioramento, mediante l’assegnazione di un punteggio basato su opportuni parametri;

– modello quantitativo, che permetta di stimare le emissioni di gas e odori nelle diverse fasi dell’allevamento, ottenute anche in applicazione delle Bat con diverse possibili configurazioni, per poter supportare le valutazioni anche in sede autorizzativa. Il modulo comprenderà anche linee guida a supporto del gestore per scegliere le migliori tecniche (che minimizzino le emissioni) anche in relazione alle condizioni del suolo e ai parametri agrometeorologici;

– il modello potrà sviluppare criteri tecnici per lo sviluppo di criteri per il riconoscimento di una produzione di qualità dal punto di vista ambientale.

Esiti attesi:

– modello condiviso per la valutazione di odori ed emissioni gassose (ammoniaca, diossido di azoto, metano e anidride carbonica) applicabile agli allevamenti intensivi di bovini, suini e avicoli (31/3/2020);

– manuale d’uso del modello (31/3/2020);

– attività di formazione (almeno 1 workshop per partner) (31/3/2020);

– linee guida su criteri di “produzione agricola di qualità” per le aziende a bassa emissione (31/3/2020).

Possibili difficoltа:

– il coinvolgimento di tutti I soggetti che hanno partecipato all’elaborazione di modelli di stima locali, per non perdere esperienze già acquisite;

– l’elaborazione di un modello in forma semplice ed adattabile ai diversi tipi di allevamento in modo che possa essere facilmente utilizzato come strumento a supporto sia dei gestori e delle autorità nei processi autorizzativi, sia per l’elaborazione di strumenti di pianificazione e programmazione;

– le interazioni con le norme di prossima attuazione dipendono dalle tempistiche di sviluppo (Linee guida Bacino Padano, Bat conclusions, etc).

Cronoprogramma: 3 anni, da luglio 2017 a luglio 2020.

Budget: 385.000 euro.

 

Leggi l’articolo sulla Rivista di Suinicoltura n. 9/2017

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