ESTERI –

Sussidi e applicazione della riforma nel paese magiaro entrato a far parte dell’Ue nel 2004

Ungheria, gli aiuti fino al 2014

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Correva l’anno 2004 quando l’Ungheria entrò a far parte dell’Unione europea. Le potenzialità delle sue condizioni agronomiche ed economiche (in primis il basso costo della manodopera) hanno sempre affascinato gli imprenditori stranieri del settore primario, tra cui non pochi italiani. Determinante è stata l’introduzione del sostegno europeo al settore agricolo magiaro e il suo progressivo livellamento verso l’alto negli anni.

Come in Italia, anche in Ungheria il 2014 rappresenta l’ultimo anno del vecchio regime di aiuti. Analizziamo i principali pagamenti diretti alle aziende agricole ungheresi (riportiamo i valori direttamente in euro, ma in realtà la moneta utilizzata è il fiorino ungherese o Ft e il cambio oscilla tra 290 e 300 Ft per 1 €).

SAPS uniformi

Considerato che i nuovi Stati membri entrati nell’Ue nel 2004, tra cui l’Ungheria, non disponevano di riferimenti storici per la fissazione dei PU (Pagamenti Unici), è stato istituito un regime di pagamento unico per superficie semplificato (Rpus — Single Area Payment Scheme, Saps). Tale regime prevede il pagamento di importi uniformi per ettaro ammissibile di terreni agricoli, fino al raggiungimento del massimale nazionale risultante dagli accordi di adesione, in progressivo aumento durante il periodo di transizione (2004-2014), fino all’allineamento degli aiuti.

Le aziende agricole magiare devono presentare la relativa domanda entro maggio ogni anno. Il valore a ettaro della Saps è uguale su tutto il territorio ungherese, senza differenze né tra aziende vicine né tra regioni. Il corrispettivo unitario è aumentato nel decennio per effetto del livellamento verso l’alto; nel 2014 il valore della Saps sarà di circa 235 €/ha.

AKG per l’ambiente

Con la sigla Akg (Agrár-Környezet Gazdálkodási) si intende una misura agro-ambientale il cui premio è sommabile a quello della Saps. L’Akg fa riferimento a un programma di 5 anni entro il quale vanno rispettati alcuni vincoli di carattere tecnico-gestionale. Il quinquennio di riferimento è iniziato nel 2010 e terminerà ovviamente nel 2014.

A inizio quinquennio ogni azienda può presentare domanda, ma solo quelle che superano un determinato punteggio derivante dal rispetto di precisi parametri agro-ambientali potranno goderne. In tale stessa fase di accettazione vengono poi attribuiti anche gli ettari ammissibili per ogni azienda, generalmente una porzione (30-60%) di quelli ammissibili per la Saps. Il corrispettivo unitario annuo varia per ogni azienda (e all’interno della stessa azienda varia nell’arco dei 5 anni) in base al numero di regole rispettate. Tale sostegno varia generalmente tra 155 e 185 €/ha, valore tutt’altro che trascurabile (si tratta quasi di un raddoppio del premio Saps a ettaro!). Il principale vincolo da rispettare ogni anno è a salvaguardia della biodiversità di specie coltivate ed è il seguente: la superficie complessiva coltivata a frumento, mais e girasole non deve superare il 60% della superficie aziendale ammissibile. A tale regola poi se ne sommano altre minori tra cui l’obbligo di scarificatura profonda, di sovescio e restrizioni nell’uso di concimi sintetici e principi attivi.

Kat, aree svantaggiate

Con la sigla Kat (Kompenzációs Támogatások) si intende un’indennità compensativa a ettaro per aree svantaggiate. Il territorio ungherese infatti periodicamente viene diviso in zone in base del benessere sociale, calcolato in funzione della presenza di infrastrutture, dell’incidenza della disoccupazione, della qualità del suolo ecc. Ogni anno al momento della domanda Saps l’azienda agricola può verificare se la sua posizione è interna a un’area definitiva svantaggiata e in quel caso può richiedere anche l’aiuto Kat. Il corrispettivo a ettaro varia in base alla misura dello svantaggio dell’area, oscillando tra 9-15 €/ha. Un valore unitario esiguo, comunque non insignificante quando si opera su migliaia di ettari.

Quota latte

Come in Italia ben sappiamo, le quote latte sono state istituite dall’Unione Europea al fine di equilibrare la produzione di latte tra i Paesi aderenti. È stato assegnato a ciascuno degli Stati membri un quantitativo massimo di latte da produrre, il cui superamento comporta l’applicazione di sanzioni. Il quantitativo nazionale di latte di ciascuno dei Paesi aderenti è stato suddiviso in “quote”, dette appunto quote latte, che sono state ripartite tra tutti gli allevatori della nazione.

In Ungheria, all’entrata nell’Ue, alle aziende produttrici è stata attribuita una quota in base alle loro produzioni degli anni precedenti (prima del 2004); su tale quantità è stato riconosciuto un aiuto a kg. I kg di quota in realtà rappresentano la base fissa per il periodo 2004-2014 su cui calcolare la sovvenzione annua moltiplicando il valore del premio unitario, ma non rappresenta un limite alla produzione.

Tuttora l’Ungheria sta producendo poco più del 60% della quota nazionale assegnata e ogni allevatore può incrementare liberamente la produzione. Le aziende produttrici di latte devono presentare la relativa domanda di sovvenzione ogni anno in base alla quota storicamente assegnata. Il valore a kg dell’aiuto sulla quota latte è uguale su tutto il territorio ungherese, senza differenze né tra aziende vicine né tra regioni.

Il corrispettivo unitario è aumentato nel decennio; nel 2014 il valore sarà di 0,01 €/kg. La quantità prodotta eccedente la quota storica non viene sovvenzionata. Inoltre, in base alle congiunture di mercato (es. prezzi mangimi), annualmente agli allevatori ungheresi può essere riconosciuta o meno una sovvenzione straordinaria sulla quota latte. Il corrispettivo unitario di questo aiuto straordinario, calcolato sempre sulla base della quota storica, nel 2013 è stato di 0,03 €/kg.

Ingrasso animale

All’entrata nell’Ue, similmente a quanto descritto per la quota latte, agli allevatori è stato attribuito un numero di capi all’ingrasso in base quella che era loro presenza in azienda negli degli anni precedenti (prima del 2004); su tale quantità è stato riconosciuto un aiuto a capo.

Il numero di capi attribuito rappresenta la base fissa per il calcolo della sovvenzione Ingrasso Animale per il periodo 2004-2014, su cui calcolare la sovvenzione annua moltiplicando il valore del premio a capo. Il corrispettivo unitario è aumentato nel decennio; nel 2014 il valore sarà di circa 70 €/capo. Le aziende in questione devono presentare la relativa domanda di sovvenzione ogni anno in base al numero di capi storicamente assegnato. Il valore a capo dell’aiuto è uguale su tutto il territorio ungherese, senza differenze né tra aziende vicine né tra regioni. I capi allevati eccedenti il numero storico non vengono sovvenzionati. Va precisato che, sia nel caso della quota latte che dell’ingrasso animale, se all’azienda è stata riconosciuta una certa quota latte o un certo numero di capi all’ingrasso nel 2004, essa avrà diritto a percepire annualmente il relativo premio fino al 2014 anche se non sia più praticato tale ordinamento produttivo.

Benessere animale

Similmente a quanto detto per l’Akg, per il settore zootecnico è prevista una sovvenzione per il benessere animale che fa riferimento a un programma di 5 anni entro il quale devono essere rispettati alcuni vincoli di carattere tecnico-gestionale. Il quinquennio di riferimento è iniziato nel 2010 e terminerà ovviamente nel 2014. A inizio quinquennio ogni azienda può presentare domanda, ma solo quelle che superano un determinato punteggio derivante dal rispetto di precisi parametri potranno goderne. In tale stessa fase di accettazione viene poi attribuito anche il numero di capi riconoscibili di premio per ogni azienda.

Il corrispettivo unitario a capo annuo varia per ogni azienda (e all’interno della stessa azienda varia nell’arco dei 5 anni) in base al numero di regole rispettate: restrizioni sull’alimentazione, mq per animale, periodicità nel taglio unghie, ecc. Tale sostegno varia generalmente da 40 a 100 €/capo a seconda della taglia dei capi riconosciuti ammissibili (40 €/vitello – 100 €/bovino adulto).

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