Un 2015 positivo per la Mortadella Bologna Igp

In crescita produzione e consumi. il preaffettato segna +33,2%


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Sono positivi i dati economici resi noti dal Consorzio di tutela della Mortadella Bologna che fanno registrare un aumento significativo rispetto agli anni precedenti sia nella produzione che nei consumi.

Nel 2015 sono state infatti prodotte 38.200 ton di Mortadella Bologna igp (+3,6% rispetto al 2014) e vendute 33.500 ton (+3% rispetto al 2014): dati incoraggianti che segnano una decisa ripresa per un prodotto che cresce di più sia dell’intero comparto salumi che della mortadella non igp.

È soprattutto l’affettato che nel 2015 mette a segno un significativo incremento rispetto al 2014, raggiungendo le 6.800 ton (+33,2% nel 2015 rispetto al 2014): negli ultimi 2 anni i volumi di questo segmento sono aumentati di quasi un terzo.

Questo dimostra che il pre-affettato continua a incontrare in maniera significativa il favore dei consumatori coniugando l’alta qualità e il gusto con la praticità di utilizzo e una maggiore conservabilità.

Tuttavia, l’80% della produzione continua a essere venduta al banco taglio, dove è possibile apprezzarne appieno l’aroma delicato e la fragranza. Di questo 80%, il 68% viene venduto nel circuito della distribuzione moderna e il 32% nel normal trade.

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Corradino Marconi, Presidente del Consorzio Mortadella Bologna igp.

«Siamo contenti di questi risultati, significa che stiamo lavorando bene e che siamo nella direzione giusta – dichiara Corradino Marconi, presidente del Consorzio Mortadella Bologna -. Vuol dire che a piccoli passi stiamo raggiungendo il nostro obiettivo, che è quello di far capire al consumatore finale l’importanza di acquistare un prodotto igp».

Reduce dal successo Expo, che ha registrato una vendita complessiva di 100mila piatti a base di Mortadella Bologna igp per un fatturato di 800mila euro, la corsa del Consorzio non si arresta, al contrario marcia verso Fico (Fabbrica italiana contadina), il parco del cibo che sta sorgendo a Bologna, in cui verranno raccontate le principali eccellenze della filiera agroalimentare italiana.

Per quanto riguarda l’export, si conferma il trend dello scorso anno secondo cui circa un 15% del totale delle vendite è stato destinato alle esportazioni: il principale partner è il mercato europeo con la Germania, la Francia e la Spagna che rimangono saldamente i principali Paesi estimatori.

Anche i mercati extra Ue offrono grandi potenziali, come ad esempio quello Usa.

 

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