Presentato anche un piano di misure d’emergenza per far ripartire il settore

Suini, necessario lo stato di crisi

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I suinicoltori della Lombardia, regione che concentra il 45% del patrimonio suinicolo italiano, chiedono l’immediato riconoscimento dello stato di crisi. A farsi promotore dell’iniziativa presso il governatore lombardo, Roberto Formigoni, è il presidente di Confagricoltura Lombardia, Francesco Bettoni.
La decisione è stata presa all’unanimità lo scorso 25 gennaio a Brescia tra i rappresentanti degli allevatori suinicoli delle province lombarde.
«La suinicoltura sta attraversando una delle crisi peggiori degli ultimi anni ha ricordato Bettoni con quotazioni della carne troppo basse, non in grado di compensare il forte aumento dei costi di produzione. Un trend già negativo ulteriormente aggravatosi negli ultimi mesi con l’esplosione dei prezzi delle materie prime usate nei mangimi, come mais e orzo». Nel secondo semestre del 2010 le quotazioni di mais e orzo sono aumentate del 48,4% e del 51,3% rispetto all’analogo periodo del 2009. Preoccupa anche il possibile calo dei consumi di carne suina in Italia, a seguito dell’allarme diossina in Germania. A ciò si aggiungono i vincoli della direttiva nitrati, i problemi legati a emissioni e smaltimento rifiuti, gli adempimenti sul benessere animale.
«È il momento di dare risposte concrete a una crisi che oggi ha ribadito Bettoni non è più congiunturale, ma strutturale e rischia di far chiudere i nostri allevamenti. Vogliamo invece dare un futuro alla qualità delle nostre produzioni suinicole e agli allevatori del settore».
I rappresentanti della prima regione suinicola d’Italia hanno presentato anche un insieme di misure d’emergenza da attivare a sostegno del comparto. Da una parte si sollecita un piano di riconversione in grado di favorire l’uscita graduale degli allevamenti e risolvere l’eccesso di offerta per il suino pesante italiano, soprattutto in relazione al circuito Dop dei prosciutti di Parma e San Daniele.
Dall’altra si chiede di mantenere la competitività delle aziende che restano sul mercato con l’attivazione, nell’ambito del Psr 2007-2013, di linee di credito riservate al settore, assieme alla sospensione degli oneri contributivi e fiscali e del versamento Iva. Occorre poi intervenire, ha sottolineato sempre Bettoni, per valorizzare la suinicoltura nazionale e renderne riconoscibili qualità e origine attraverso l’etichettatura della carne.


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