Si parlino di più gli operatori della salute umana e animale

“Serve una più stretta collaborazione fra gli operatori dei settori salute umana e salute animale”: è l’appello lanciato ad Amsterdam da un gruppo di esperti in salute animale e umana. Destinazione dell’invito: le comunità di medici, veterinari, operatori della salute pubblica e professionisti operanti in ambito sanitario. “È opportuno che queste comunità mettano in atto una maggiore collaborazione per prevenire e combattere le malattie, su due fronti: a) le malattie infettive che possono essere trasmesse fra animali e uomo, quali l’influenza, la rabbia, il virus dell’Ebola e il virus West Nile; b) le malattie comuni agli animali e all’uomo, quali artrite, tumore, diabete e allergie


Working at the laboratory

Un gruppo di esperti in salute sia umana che animale ha invitato gli operatori dei due settori sanitari a una maggiore collaborazione. Obiettivo: combattere la crescente minaccia rappresentata dalle malattie infettive trasmesse dagli animali e promuovere l’innovazione in maniera più efficace, al fine di prevenire e curare malattie croniche comuni che colpiscono sia gli animali che l’uomo.

Questo invito ad adottare un approccio proattivo è stato rivolto in occasione di un simposio satellite tenutosi ad Amsterdam durante il terzo congresso internazionale “One Health” (www.iohc2015.com; nel primo box l’elenco delle relazioni). L’evento è stato sponsorizzato da Zoetis, azienda operante nel settore della salute animale.

Mai come oggi uomo e animali sono strettamente legati

A causa della costante espansione delle aree periferiche, un numero maggiore di persone sta sconfinando nelle riserve naturali, portando l’uomo e gli animali da allevamento a un contatto sempre più stretto con gli animali selvatici. Al tempo stesso, un numero sempre più elevato di persone che risiedono in contesti urbani sta adottando animali da compagnia che sono maggiormente integrati nella vita della famiglia e vivono a più stretto contatto con i loro padroni. L’uomo e gli animali sono più che mai strettamente legati ed è per questo motivo che le malattie zoonotiche, quelle cioè che si trasmettono dagli animali all’uomo, rappresentano una reale preoccupazione, non soltanto nei paesi in via di sviluppo.

Le malattie infettive trasmesse dagli animali continueranno a rappresentare un serio problema per la salute in futuro. Oltre il 60% di tutte le malattie infettive che affliggono il genere umano ha origine negli animali selvatici e il 75% delle malattie umane emergenti è costituito da malattie zoonotiche. La diffusione delle zoonosi rischia di aumentare non soltanto quale conseguenza di un contatto sempre più stretto fra l’uomo e gli animali, ma anche a causa dell’incremento dei viaggi a livello globale e del costante commercio di animali esotici, per citare solo alcuni esempi.

Poiché nessuna organizzazione sanitaria da sola è in grado di mettere in campo misure preventive efficaci, un gruppo costituito da organizzazioni pubbliche e private, ricercatori, medici e veterinari sta collaborando sempre più intensamente all’insegna di un’unica salute [“One Health”] per proteggere la salute sia umana che animale e garantire la fornitura di alimenti sicuri ed economicamente accessibili.

Gli interventi di Pijpers e Bernal

“La salute animale riguarda anche la salute umana e la loro correlazione è fondamentale, sia che si tratti di malattie zoonotiche che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo, sia che si tratti di malattie croniche che colpiscono allo stesso modo l’uomo e gli animali,” ha dichiarato Anton Pijpers, professore di medicina veterinaria presso l’Università di Utrecht.

Alejandro Bernal, presidente di IFAH-Europa, l’organizzazione che rappresenta i produttori di farmaci e vaccini per uso veterinario e di altri prodotti per la salute animale in Europa, ha spiegato: “Non ci si deve limitare a individuare e combattere le malattie negli animali solo quando si trasmettono all’uomo, come accade fin troppo spesso. Bisogna invece attivarsi nel momento in cui si registrano i primi focolai di malattie zoonotiche negli animali. Piuttosto che il classico approccio separato, occorre quindi adottare un approccio integrato uomo-animali che ricorra all’uso ragionevole di antinfettivi, vaccini e altre misure di controllo sia nell’uomo che negli animali. La collaborazione e il modello aziendale attuali non si possono definire ottimali. Esistono strumenti, metodologie e competenze per affrontare queste sfide, ma occorre investire in nuove soluzioni sostenibili e, cosa più importante, migliorare la collaborazione fra il settore della salute umana e quello della salute animale.”

Una collaborazione migliore oggi per affrontare i problemi di domani

Organizzazioni quali IFAH, EFPIA, OMS, FAO e OIE devono collaborare con i governi nazionali per individuare gli effetti diretti e indiretti delle malattie zoonotiche e pubblicare informazioni sui costi associati a tali malattie, interventi che, nel corso del tempo, consentiranno di promuovere una maggiore focalizzazione sulla prevenzione e sul controllo delle zoonosi piuttosto che sulla cura quando tali patologie colpiscono l’uomo.

Magda Chlebus, direttore per le politiche scientifiche della Federazione europea delle associazioni delle industrie farmaceutiche (EFPIA) ha sottolineato: “La salute umana, la salute animale e quella ambientale si trovano di fronte a numerose sfide comuni o correlate. Il successo nell’affrontarle dipenderà più che mai dalla nostra capacità di integrare know-how, scienza e tecnologia mutuati da molteplici settori e aziende. La minaccia della resistenza batterica, ad esempio, rappresenta un problema che impone questo tipo di collaborazione e coordinazione”. L’EFPIA ha invitato le aziende che operano nel settore della salute animale ad affrontare insieme la sfida “One Health” nel contesto dell’Iniziativa per la Medicina Innovativa, un partenariato pubblico-privato promosso dall’Ue.

L’intervento di Michelle Haven

Ribadendo il suo impegno a instaurare collaborazioni all’insegna di “One Health”, Michelle Haven, veterinaria e vicepresidente senior di Corporate Development, Alliances and Solutions di Zoetis, ha dichiarato: “Siamo entusiasti dell’idea di promuovere una più stretta collaborazione fra il settore della saluta umana e quello della salute animale. Crediamo fermamente che possa accelerare lo sviluppo di strumenti e tecnologie sofisticati in ambito sanitario in grado non solo di offrire una migliore protezione contro le malattie infettive, ma di contrastare anche alcune delle principali malattie croniche del XXI secolo, quali cardiovasculopatie e l’osteoartrite. Un approccio “One Health” può anche apportare valore aggiunto alle nuove aziende biotecnologiche e start-up, che avrebbero così la possibilità di anticipare l’immissione delle loro invenzioni sul mercato veterinario”.

Michelle Haven ha citato due esempi in cui l’adozione di un approccio “One Health” per controllare una malattia zoonotica ha riscontato successo. Gruppi multidisciplinari collaborano all’insegna di “One Health” per sradicare la rabbia sia nei cani che nell’uomo entro il 2030. Michelle Haven ha inoltre evidenziato l’esistenza di una collaborazione fra Zoetis, l’Organizzazione per la ricerca scientifica e industriale del Commonwealth in Australia e la Fondazione Henry M. Jackson, finalizzata allo sviluppo di un vaccino per combattere il virus Hendra, una malattia zoonotica potenzialmente letale per i cavalli e l’uomo, che comporta considerevoli costi economici.

Si è espresso così il Prof. Adrian Hill, Direttore del Jenner Institute dell’Università di Oxford: “Spesso la chiusura e la messa in quarantena di determinate aree a causa di un’epidemia provoca una perdita maggiore rispetto a quella causata dalla reale infezione o dall’abbattimento degli animali malati. Le reazioni dei media e il rallentamento economico sono molto più dannosi della malattia in sé. Questa è la situazione che si è verificata in seguito alle epidemie del virus Hendra in Australia”.

La collaborazione “One Health” per la prevenzione delle malattie croniche

L’approccio collaborativo “One Health” va oltre le malattie di origine animale trasmesse all’uomo e abbraccia anche la medicina traslazionale. Si tratta di applicare le conoscenze acquisite in determinati settori ad altri ambiti scientifici. Ad esempio, numerose patologie simili colpiscono sia gli animali che l’uomo: osteoartrite, malattie renali, malattie cardiovascolari e diverse forme di tumore, per menzionarne solo alcune. In questi casi, la conoscenza acquisita in un settore della ricerca può essere tradotta in soluzioni concrete per altre specie.

Esempi pratici di questo approccio comprendono la condivisione di biblioteche di composti fra i ricercatori nel campo della salute animale e quelli nel campo della salute umana, nonché lo sviluppo di nuovi modelli in vivo nella fase di ricerca preclinica, che accelera la messa a punto di nuovi farmaci. Non sono inoltre da trascurare i vantaggi economici derivanti dalle nuove applicazioni e dai nuovi mercati per i prodotti impiegati in specie diverse. Zoetis opera nel settore della medicina traslazionale, mettendo a disposizione la sue conoscenze dei prodotti biofarmaceutici per uso veterinario (anticorpi monoclonali e altre proteine terapeutiche) per la valutazione di specie di destinazione che vanno al di là dei roditori.

È sempre più urgente la priorità di rafforzare i legami fra le organizzazioni che operano nei settori della salute animale e umana, se vogliamo essere pronti a contrastare i problemi di domani. Al fine di contribuire concretamente all’iniziativa “One Health”, Zoetis sta organizzando delle tavole rotonde di esperti con rappresentanti di organismi sanitari responsabili della salute sia umana che animale. Tali dibattiti si svolgeranno il 17 marzo 2015 e verteranno sulle possibilità di migliorare la collaborazione a livello sia di salute umana che di salute animale.

 

GLI ORGANISMI INTERESSATI

CSIRO: Organizzazione per la ricerca scientifica e industriale del Commonwealth

EFPIA: Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche

FAO: Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura

IFAH: Federazione internazionale per la salute animale

OIE: Organizzazione mondiale della sanità animale

OMS: Organizzazione mondiale della sanità

 

CHI è ZOETIS

Zoetis è una grande azienda operante nel settore della salute animale, dedicata a fornire supporto ai propri clienti e alle loro attività. Forte dell’esperienza maturata in più di 60 anni di attività nel settore del benessere animale, Zoetis è impegnata nella ricerca, nello sviluppo, nella produzione e nella commercializzazione di farmaci e vaccini per uso veterinario, a cui si affiancano prodotti diagnostici e test genetici supportati da un’ampia gamma di servizi.

Nel 2014, l’azienda ha realizzato un fatturato annuo di 4,8 miliardi di dollari. Con circa 10mila dipendenti in tutto il mondo all’inizio del 2015, Zoetis offre i propri servizi a veterinari, allevatori e a chiunque si prenda cura di animali da reddito e da compagnia, commercializzando i suoi prodotti in 120 paesi. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.zoetis.com.


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