San Daniele, in prova prototipo per misurare il dew point

Consente di mantenere il giusto mix tra umidità e temperatura


dew point

L’esigenza espressa da diversi comparti produttivi del territorio ha convinto l’agenzia distrettuale del Parco Agro-Alimentare di San Daniele (Udine) ad avviare delle attività di sviluppo sperimentale e ricerca industriale, di trasferimento tecnologico e interscambio di conoscenze, tra il mondo della ricerca e quello delle aziende. Tutto ciò ha portato a valutare iniziative concrete per il monitoraggio e la gestione delle condizioni ambientali durante le fasi di trasformazione dei prodotti alimentari freschi e stagionati. Dall’analisi delle richieste tecniche è emerso come, durante la stagionatura dei prosciutti e dei formaggi, sia importante mantenere adeguate caratteristiche ambientali ovvero misurare, monitorare e controllare i valori di umidità e temperatura. Una condizione necessaria adatta a consentire un preciso controllo degli scambi di acqua tra i prodotti e l’ambiente circostante e, in pratica, contribuire a evitare fenomeni di condensazione e sviluppo microbico o fenomeni di eccessiva disidratazione e conseguente compromissione della qualità degli stessi.

Allo scopo è stata avviata e conclusa una prima attività progettuale che può essere riassunta nelle seguenti evidenze: la misura dell’umidità, correlata alla misura di temperatura, consente di individuare i mix di umidità e temperatura prossimi al punto di condensazione (dew point); in ambienti ampi e non ventilati, come a esempio le camere di stagionatura, il valore di umidità e di temperatura può variare in funzione di numerosi parametri (frequenti aperture di porte, pareti più fredde delle altre ecc.); visto che i sensori di umidità relativa (UR) commerciali hanno accuratezze relativamente basse (2-4% di UR), mentre i sensori di temperatura hanno accuratezze relativamente elevate (0,2-0,5 °C) era necessario trovare un mix di sensori i cui valori, opportunamente elaborati, fornissero dati di pressione del dew point attendibili; pareva utile individuare e sperimentare un sistema che allarmi gli operatori in caso di raggiungimento del dew point o, meglio, nel caso la tendenza del mix umidità/temperatura si avvicini a valori di rischio; il sistema in fase di studio e implementazione doveva essere modulare, flessibile e versatile in funzione delle diverse configurazioni degli ambienti, non doveva richiedere interventi strutturali di installazione e avere un costo accettabile; il sistema doveva essere indipendente (ridondante) rispetto alle sonde dei sistemi di condizionamento ambientale già installate.

Nell’ambito di questa iniziativa Il Parco ha ritenuto strategico l’avvio di collaborazioni operative con aziende che si occupano di sviluppo e progettazione di attrezzature per il settore del monitoraggio. Come partner per lo studio e la realizzazione della sperimentazione è stata individuata Tecnosoft srl di Peschiera Borromeo (Mi).

Attualmente, un primo prototipo è in fase di test presso alcune aziende del territorio friulano.


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