MERCATO –

Tra i motivi il calo dell’offerta. Gli allevatori: dopo tanti anni siamo usciti dalla crisi

Mai così alto il prezzo dei suini

TV_13_36_suini

Con un balzo di 71 millesimi il prezzo dei suini grassi da macello balza a 1,810 €/kg. È il record in assoluto di tutti i tempi. A memoria di chi il settore lo vive da diversi anni, «non è mai stato raggiunto un valore di listino così elevato, nemmeno ai tempi della Bse, quando la gente non consumava più carne bovina e aveva sostituito le proteine animali da carni rosse con il maiale». La quotazione è stata formulata il 5 settembre scorso dalla Commissione unica nazionale (Cun) dei suini vivi da macello, che si riunisce ogni giovedì a Mantova.

Attilio Pagliari, allevatore mantovano con diversi siti produttivi, ammette con sollievo: «Dopo diversi anni possiamo dire che siamo usciti dalla crisi, perché questi prezzi stanno riconoscendo gli sforzi dei produttori e la qualità del prodotto. Era ora». I suinicoltori, dopo diversi mesi di volti scuri e facce tirate, sembrano passati tutti da una seduta di massaggio rigenerante. In Borsa merci a Mantova si sfoggiano grandi sorrisi, gli operatori sussurrano che la corsa è appena iniziata e che, a rigore, non dovrebbe fermarsi subito.

Materie prime in discesa

Tra i fattori che hanno portato a un boom dei prezzi senza precedenti gli operatori del settore ipotizzano la diminuzione del numero dei suini, complice la crisi che ha imperversato per anni, spostando il comparto allevatoriale verso le chiusure o le soccide. Oppure l’effetto del benessere animale sulla gestazione delle scrofe, che dallo scorso ottobre ha favorito la progressiva diminuzione dei suinetti in circolazione.

Quello che è certo è che l’indice Crefis di redditività dell’allevamento nel mese di agosto ha segnato un +9,3% rispetto a luglio. Un balzo dovuto a una doppia congiuntura favorevole: in salita i prezzi dei capi da macello e in discesa quelli delle materie prime per l’alimentazione animale. Questa situazione, spiegano dallo stesso Centro di ricerca, ha riportato la redditività quasi ai livelli dello scorso anno, tanto che il dato tendenziale (confronto con agosto 2012) è pari a -0,2%.

Quanto alle quotazioni, anche il mese di agosto per il suino pesante è stato trionfale, con prezzi che hanno raggiunto mediamente quota 1,686 €/kg, con un +7,9% rispetto a luglio e un +0,7% rispetto ad agosto 2012.

Molto buono anche l’andamento del suino da macello leggero che, sempre quotazione Cun, in agosto è arrivato a 1,622 €/kg: +7,9% su base congiunturale e +1,1% su base tendenziale.

Bene la macellazione

Nonostante l’aumento dei prezzi dei suini da macello, anche la fase di macellazione delle carni sta dando segnali di tenuta. Ad agosto l’indice Crefis di redditività segna un +0,8% rispetto a luglio e un +3,7% rispetto ad agosto 2012. Questo grazie al forte incremento dei prezzi dei principali tagli di carne suina, che ha controbilanciato l’aumento dei prezzi dei suini da macello. Ad agosto, infatti, i prezzi medi delle cosce fresche per crudo dop quotate alla Cun tagli sono aumentati del 6,5% per la tipologia leggera (4,030 €/kg) e del +6,4% per quella pesante (4,135 €/kg).

Le variazioni tendenziali restano positive: +3,9% per le cosce leggere, +4,6% per quelle pesanti. In forte crescita anche le cosce fresche destinate ai prosciutti non dop, con aumenti (congiunturali) del 12% nella tipologia leggera e dell’8,8% in quella pesante (Cun tagli); un andamento confermato anche dai dati tendenziali: +21,2% e +14,5% rispettivamente per tipologia leggera e pesante.

Sulla piazza di Modena, le quotazioni Cun dei lombi taglio Modena raggiungono ad agosto i 5,150 €/kg, con un significativo +7,3% rispetto a luglio (ma con una flessione del 3,3% rispetto al 2012).

Allegati

Scarica il file: Mai così alto il prezzo dei suini

Pubblica un commento