Ma la redditività c’è: +4% in giugno secondo l’indice Crefis

Il prezzo medio mensile di giugno dei suini da macello 160-176 kg (circuito tutelato) quotati alla Cun è stato infatti in crescita del 3,5% (1,298 euro/kg) rispetto al mese precedente


Maiali Suini Pig farm

Di Stefano Boccoli

 

L’indice Crefis di redditività dell’allevamento dei suini mostra, a giugno, un buon andamento: +4% su base congiunturale (cioè rispetto a maggio) e +4,3% su base tendenziale (ovvero nei confronti con giugno 2014).

A determinare questo risultato positivo sono stati gli andamenti favorevoli del mercato dei suini da macello e del mercato delle materie prime alimentari.

Il prezzo medio mensile di giugno dei suini da macello di peso 160-176 kg (circuito tutelato) quotati alla Cun è stato infatti in crescita del 3,5% (1,298 euro/kg) rispetto al mese precedente. Un dato positivo, anche se il confronto con lo stesso mese dell’anno scorso indica ancora prezzi più bassi del 14,5%.

Macellazione

L’apprezzamento dei suini da macello ha spinto al ribasso la redditività della fase di macellazione che a giugno segna -2,6% rispetto a maggio. Tuttavia la redditività della macellazione rimane su livelli elevati; a testimoniarlo è l’indice Crefis tendenziale che indica un robusto +14,3% rispetto al giugno 2014. E questo in presenza di un mercato delle cosce fresche stagnante o in calo.

Stabili infatti a giugno i prezzi delle cosce fresche per crudo Dop quotate dalla Cun 3,985 euro/kg per la tipologia pesante, confermando così i dati del mese precedente. Positivo il confronto tendenziale: +1,4%, sempre con riferimento ai prezzi Cun.

Calano, invece, le quotazioni delle cosce fresche destinate a produzioni non tipiche, con variazioni, rispetto a maggio, del -0,6% per la coscia di peso superiore (3,060 euro/kg). In

discesa anche il confronto con il giugno 2014: -4,1%.

Aumentano, infine, i prezzi dei lombi taglio Modena che alla Cun hanno raggiunto quotazioni di 4,475 euro/kg, un +1,7% rispetto a maggio. Variazioni che risultano però negative (-6,1%) dal punto di vista tendenziale.

Stagionatura

Per quanto riguarda la fase di stagionatura, anche a giugno la redditività dei prosciutti non tutelati si mantiene superiore a quella del Prosciutto di Parma Dop, con una differenza calcolata nel 5,6% per le cosce stagionate pesanti.

Del resto, a giugno, la redditività del Prosciutto di Parma pesante, registrata dall’indice Crefis, è diminuita, rispetto a maggio, dell’1%; mentre sale la redditività dei prosciutti generici pesanti che, su base congiunturale, segna +0,5%.

Negativi i dati tendenziali: -7,1% per il Prosciutto di Parma; -1% per il prosciutto generico.


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