L’overview Ismea sui mercati agroalimentari, 27 aprile 2015

Sul circuito delle carni gli operatori restano prudenti, in presenza di stock europei ancora rilevanti per le mancate vendite in Russia



Roma, 27 aprile 2015 – Resta resta orientato al ribasso, dice l’overview settimanale dell’Ismea, il mercato dei suini da macello, nonostante l’offerta relativamente contenuta. Il lungo fine settimana, in coincidenza con la festività del primo maggio, potrebbe imprimere una spinta all’attività di macellazione, ma sul circuito delle carni gli operatori restano prudenti, in presenza di stock europei ancora rilevanti per le mancate vendite in Russia. Nell’Ue l’operazione di ammasso privato delle carni suine continua a buon ritmo, con la Spagna (Catalogna in primis) leader per quantità di contratti.

Per il bestiame bovino – prosegue l’analisi Ismea –  i mercati dovrebbero confermare una situazione di calma generale, in un contesto di prezzi stazionari e in previsione di un’attività di macellazione in “stand by”. Le carni continueranno invece a subire le interferenze dei tagli di importazione, soprattutto francesi, penalizzate inoltre dalle intenzioni della grande distribuzione di intensificare le vendite in promozione.

Si profila un quadro di graduale miglioramento per il pollame, grazie a una domanda in lieve ripresa che garantisce una sostanziale tenuta dei corsi, mentre tenderanno a peggiorare ulteriormente gli sviluppi mercantili per i conigli e le uova, in una fase di riduzione dei consumi in linea con i normali andamenti stagionali.

Riguardo ai lattiero caseari, le prospettive restano orientate a un leggero miglioramento delle quotazioni per i formaggi grana, con buone richieste da parte degli stagionatori/grossisti soprattutto in previsione di una migliore attività di esportazione. Nel mese di febbraio le consegne di latte in Italia hanno fatto segnare il primo arretramento da inizio campagna (-1,7% rispetto allo stesso mese del 2014), anche se in undici mesi (da aprile 2014 a febbraio 2015) hanno accumulato una crescita del 2,6% su base annua. Il prezzo del latte crudo alla stalla non dovrebbe comunque subire ulteriori scossoni in Italia, mentre sui circuiti internazionali prosegue la flessione per burro e latte in polvere, in un mercato che fatica a trovare un punto di equilibrio.

Per i cereali, infine, Ismea conferma la riduzione dei prezzi del grano duro, scesi ormai sotto la soglia dei 300 euro alla tonnellata e attesi ancora al ribasso. I mercati manterranno un trend negativo anche per frumento tenero e mais, mentre i semi di soia, in questa fase stazionari, subiranno a breve le pressioni dell’offerta, con l’arrivo ormai imminente dei raccolti brasiliani e argentini.   (da Ismea)


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