Suinicoltura, Tecnica –

Una recente ricerca ha indagato la possibile correlazione tra le patologie agli arti e alcune tecniche di allevamento. E le pavimentazioni finiscono sotto casa

Le zoppie mettono a rischio le performance dei suini

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Sfogliando la bibliografia internazionale, la percentuale di riforma a causa di problemi locomotori, oscilla tra il 10 ed il 20%, dato peraltro confermato anche dalla figura 1 che riporta le cause di riforma negli allevamenti francesi.


Ciò che probabilmente è sottostimato, e l’esperienza di allevamento ce lo conferma, è il ruolo che le problematiche podali in genere hanno nel determinare riforme che verranno poi imputate a problemi riproduttivi, performance insufficienti, mortalità, ecc.


Secondo una recente ricerca che ha cercato di valutare l’effetto delle zoppie sul complesso delle riforme effettuate, nel 47% dei casi, dolori e più in generale problematiche articolari, hanno comunque avuto un ruolo nel favorire o determinare l’allontanamento delle fattrici dall’allevamento. Sempre secondo tale ricerca, dall’80 al 90% delle scrofe hanno lesioni più o meno gravi ai piedi.


Scrofe zoppe all’ingresso della sala parto hanno probabilità di riforma del 120% e il 160% di probabilità di interrompere il consumo di alimento nel corso della lattazione (ovviamente rispetto alle altre). Le scrofe senza problemi agli arti hanno il 73% di possibilità in meno di presentare lesioni alle spalle.

La ricerca


Secondo una recente ricerca condotta su cinque allevamenti francesi con scrofe stabulate in gruppo secondo due tipologie diverse, stazioni di alimentazione (attivate mediante trasponder) e postazioni di distribuzione del mangime con transenne divisorie ad accesso libero, il 92% delle scrofe ha almeno una lesione a livello di unghiello anche se la percentuale di scrofe effettivamente zoppe varia dal 2 al 24%. Effettivamente la percentuale di scrofe zoppe è apparsa più elevata nei due allevamenti che ricorrevano agli autoalimentatori (AA) piuttosto che ai restanti tre (con transenne divisorie – TD). Le lesioni che più spesso sono associate a zoppie sono le seguenti: lesioni del tallone, lesioni della linea bianca, fessurazioni tra suola e tallone.


Questi tre tipi di lesioni sono anche quelli che più frequentemente si sono riscontrati negli allevamenti in oggetto con le rispettive percentuali: 49, 24 e 24%.


In figura 3 si propone la percentuale di scrofe zoppe tra le varie aziende. Nonostante emerga che in concomitanza dei sistemi con autoalimentatori aumenti la frequenza delle zoppie, occorre dire che analoghi studi non hanno trovato una correlazione diretta tra sistema di alimentazione e zoppie. La conclusione che se ne può trarre, è che molto più importante è il tipo di pavimentazione in quanto superfici umide e sporche contribuiscono a degradare la qualità degli unghielli. La percentuale di scrofe zoppe è doppia se compariamo quelle che manifestano il problema in caso di pavimenti sporchi e umidi rispetto a quelle stabulate su pavimenti asciutti e idonei (17% vs 9%).

L’umidità dei pavimenti


I pavimenti umidi favoriscono le scivolate, la proliferazione dei batteri e inoltre l’umidità e l’ammoniaca contribuiscono a rendere la cheratina (principale componente dello strato corneo) più fragile. Pertanto al fine di ridurre le zoppie diventa fondamentale mettere in atto tutti i mezzi volti a mantenere i pavimenti secchi: ventilazione, ricorso al riscaldamento degli ambienti, somministrazione di sostanze con potere assorbente. Ovviamente tali accorgimenti sono ancora più importanti nei giorni successivi alla formazione dei box quando le lotte tra le scrofe per stabilire la gerarchia rischiano di compromettere la salute del piede.

Il ruolo dell’alimentazione


La cornea degli unghielli ha come principale costituente la cheratina la quale è una proteina che per essere sintetizzata ha necessità di sostanze quali i minerali, le vitamine e gli oligo-elementi come Zinco e Rame. Anche il Manganese è indispensabile alle articolazioni e ai tendini e favorisce la densità ossea. Uno studio condotto a livello europeo in 15 allevamenti commerciali, ha dimostrato che per le scrofe un apporto di mangime integrato con Zinco, Rame e Manganese in forma chelata, ha permesso di ridurre le lesioni podali di una quota variabile dal 30 al 60%. I mangimi per scrofe gestanti e in lattazione opportunamente supplementati, sono stati somministrati alle scrofe in modo continuativo per un periodo pari a 6 mesi che può essere considerato il tempo necessario al rinnovamento dei tessuti del piede.


Un errore fondamentale sarebbe però quello di occuparsi dei piedi dei riproduttori solo quando essi entrano in allevamento. Infatti, altrettanto e forse ancora più cruciale, è la cura dell’alimentazione nella fase di massimo sviluppo osseo e tissutale che avviene durante l’accrescimento dei futuri riproduttori.


A conferma di quanto detto ora, si vede come le riforme per cause legate agli arti sono importanti soprattutto per i soggetti più giovani (scrofette, primipare e secondipare).



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