La Mortadella di Prato è Igp

La Toscana raggiunge 30 riconoscimenti fra Dop e Igp


mortadella

Ancora un importante riconoscimento per la qualità alimentare della Toscana: con la Mortadella di Prato Igp la Regione arriva a 30 riconoscimenti fra Dop e Igp. Soddisfatto Marco Remaschi, assessore regionale all’Agricoltura e foreste, secondo il quale l’indicazione geografica protetta premia il lavoro svolto dai produttori, rappresentando un valore aggiunto per loro. Per i consumatori sarà un marchio di garanzia sulla qualità del prodotto e sarà un valido scudo contro le contraffazioni.

Il procedimento per il riconoscimento dell’Igp è stato avviato da cinque salumifici che hanno costituito un comitato per il riconoscimento dell’Igp.

Per produrre la mortadella di Prato si utilizzano carni di suino nazionali e le parti del maiale utilizzate sono la spalla, la rifilatura di prosciutto, capocollo, guanciale, lardone e pancetta. La concia si compone di pepe nero in grani, pene nero macinato, sale, polpa d’aglio pestato, macis, coriandolo, cannella, garofano e alchermes (liquore di colore rosso vivo ottenuto tempo fa solo dalla cocciniglia).

L’insacco è fatto con budello naturale e la zona di produzione comprende i Comuni di Prato e Agliana.

È un prodotto di origine medioevale inserito nella guida gastronomica del Touring fin dal 1931 e valorizzata dall’Accademia italiana della cucina e da Slow food che fin dal 2000 ne ha fatto un suo presidio. È molto richiesta non solo a Prato e Firenze, ma anche a Milano, in Liguria, Emilia-Romagna, Lazio e Sardegna, mentre all’estero è richiesta in Belgio e Regno Unito.

 

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