Dossier Benessere animale, Suini giochi e esplorazioni –

Previsti dalle nuove regolamentazioni, gli arricchimenti diminuiscono lo stress e le dispute violente consentendo agli animali di grufolare e mantenersi un buona salute

Giochi e esplorazioni.
E la stalla rende di più

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Dal primo gennaio 2013 è pienamente in vigore la normativa sul “benessere animale” e tutti gli allevamenti che ancora non rispettano quanto previsto dal legislatore per migliorare il benessere dei suini allevati si dovranno rapidamente adeguare.


L’ultimo atto normativo relativo all’argomento è il decreto legislativo del 7 luglio 2011, n. 122, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 2 agosto 2011, che risulta essere l’attuazione della direttiva 2008/120 della Comunità Europea, la quale stabilisce le “norme minime per la protezione dei suini”. Questo decreto è collegato a quello del 2004 che recepiva le Direttive comunitarie del 2001.


In tutta la serie di decreti e direttive si ribadisce l’obbligo della presenza di arricchimenti ambientali negli allevamenti come mezzo per consentire l’espressione del comportamento esplorativo innato dell’animale, riconoscendone gli effetti positivi sullo stato di benessere complessivo.


Gli arricchimenti ambientali dovranno trovarsi sia nei box dei suini in accrescimento sia in quelli di scrofe e scrofette.

Lo stress
Il benessere spesso è minato dai fattori stressanti, ma è necessario capirsi su cosa si intende per stress. È possibile definirlo come una situazione vissuta dall’animale con la presenza di almeno un fattore che compromette l’idonea condizione fisiologica e produttiva – sottolineiamo produttiva – quindi con nocumento per l’allevatore.


Parte di questi fattori sono le limitazioni di movimento, il sovraffollamento, le lotte per la gerarchia, il microclima, l’igiene dell’ambiente; va ricordato che anche un cattivo rapporto con gli operatori di stalla può essere fonte di stress. Lo stato di stress prolungato porta a squilibri ormonali, quali eccesso di corticosteroidi che si ripercuotono sullo stato immunitario, sulle capacità riproduttive e sulle crescite.


Le risposte che gli animali daranno allo stato di stress possono essere attive, quando sentono la possibilità di fronteggiare la situazione stressante per esempio con fuga o attacco, oppure passive, quando l’animale ritiene di non avere possibilità di agire, in questo caso si avrà uno stato di depressione e spavento con gli effetti più negativi.


In allevamento il benessere è proporzionale al livello di adattamento che gli animali hanno per l’ambiente nel quale sono costretti a vivere. Se manca questo adattamento vi sarà sofferenza con incidenza negativa sull’equilibrio fisiologico e immunologico dell’animale e probabili riduzioni delle prestazioni produttive.


Alcune situazioni nell’allevamento di tipo intensivo possono determinare effetti negativi sul benessere; in particolare, le limitazioni alla socializzazione con impossibilità di vita di gruppo o anche di scelta del sottogruppo col quale interagire porta a squilibri delle dinamiche gerarchiche e questo è più grave con l’alimentazione razionata.


Un’aggravante è l’impossibilità di sottrarsi a minacce che l’animale può avere soprattutto negli ambienti sovraffollati che riducono le vie di fuga dall’aggressore e, comunque, quando un animale è obbligato a invadere lo spazio vitale di altri. L’inserimento nei box di materiali stimolanti la manifestazione dei comportamenti innati dei suini aiutano a ridurre i comportamenti aggressivi.

Un animale curioso
In natura i suini hanno una strategia alimentare che li porta a spostarsi su grandi aree e ad avere una grande curiosità verso l’ambiente.


Questa curiosità determina comportamenti legati alla ricerca del cibo con atteggiamenti tipici della ricerca di informazioni sull’ambiente circostante e per gran parte del tempo lo fanno grufolando. È per andare incontro a queste esigenze che, orientati dalle nuove normative, in allevamento si dovrà prevedere un “arricchimento ambientale”.


Attualmente nelle porcilaie non troviamo soluzioni idonee a garantire l’espressione del comportamento esplorativo del suino. Questo porta gli animali a sviluppare uno stato di stress con manifestazioni comportamentali alterate, come le stereotipie, o a indirizzare il proprio interesse verso gli altri suini del gruppo con sviluppo di forme di aggressività.


Frequenti e dannose conseguenze della frustrazione dovuta a un ambiente privo di stimoli sono l’incremento dell’incidenza delle morsicature alle estremità, quali coda e orecchie, e degli atteggiamenti di “belly nosing”.


La richiesta del legislatore di prevedere in porcilaia materiale adatto a stimolare i suini all’esplorazione e al grufolamento è dovuta al fatto che il benessere degli animali potrebbero trarne grande giovamento con riduzione dei comportamenti anomali e aggressivi.

Quali arricchimenti ambientali?
I materiali o gli oggetti che si possono utilizzare sono diversi, ma non è facile determinare cosa sia meglio utilizzare per la migliore sintesi tra sostenibilità economica e benessere animale.


Alcune ricerche scientifiche hanno confrontato differenti materiali individuando come preferiti dai suini quelli grufolabili, masticabili, ingeribili e odorosi. La paglia è tra i migliori substrati che riassumono tali caratteristiche, comunque anche altri materiali sono risultati idonei per suini di differenti età.


Tra questi troviamo la torba, la sabbia e i trucioli di legno. Il rischio legato all’utilizzo di tali arricchimenti in allevamenti con pavimentazione grigliata è l’ostruzione dei sistemi di pulizia dei reflui. Materiali alternativi che ovviassero a questo problema sono stati studiati e catene o oggetti in gomma sono anche utilizzati in allevamento ma, sebbene attraggano gli animali e li tengano impegnati, non rientrano nell’elenco proposto dalla norma comunitaria (ripresa dal D.L. del 7 luglio 2011 n. 122) in relazione alla necessità di poter far espletare l’attività esplorativa e grufolativa degli animali e non sembrano efficaci quanto la paglia nel far diminuire l’aggressività.


Riproponiamo due paragrafi dell’allegato al Decreto Legislativo in oggetto, il primo recita: “i suini devono avere accesso permanente a una quantità sufficiente di materiali che consentano loro adeguate attività di esplorazione e manipolazione, quali ad esempio paglia, fieno, legno, segatura, composti di funghi, torba o un miscuglio di questi, salvo che il loro uso possa comprometterne la salute e il benessere”; il secondo: “qualora si manifestino segni di lotta violenta, occorre immediatamente indagare le cause e adottare idonee misure, quali fornire agli animali abbondante paglia, se possibile, oppure altro materiale per esplorazione. Gli animali a rischio o particolarmente aggressivi vanno separati dal gruppo”.

La paglia e i materiali grufolabili
Sicuramente la paglia utilizzata come lettiera è il materiale di arricchimento più studiato e, probabilmente, il più diffuso in allevamento. La paglia migliora le condizioni ambientali delle zone di riposo dei suini e può essere grufolata, masticata e ingerita. Oggi non abbiamo a disposizione un altro materiale che dia ai suini maggiori elementi di distrazione e occupazione con riduzione dei comportamenti aggressivi, di lotta gerarchica o stereotipati.


Oltre a essere ottimale quando distribuita sul pavimento, la paglia sembra poter avere positivi effetti di riduzione dell’aggressività anche in rastrelliere agganciate al muro. Questo modo di somministrazione, pur non soddisfacendo le esigenze di grufolamento del suino allo stesso modo della lettiera, è compatibile con la pavimentazione fessurata dei box, non provocando o riducendo drasticamente le ostruzioni al deflusso dei liquami. Inoltre, consente un minor impiego di materiale in quanto anche solo 100 g/giorno possono essere sufficienti per un suino all’ingrasso.


Certamente il costo per l’acquisto e per la gestione della paglia distribuita sul pavimento, unitamente alle difficoltà di utilizzarla con i pavimenti fessurati, soprattutto con sistemi di deflusso che prevedono tubazioni, attualmente ne limita fortemente la rapida diffusione.


I materiali che si potrebbero utilizzare come lettiera in alternativa alla paglia potrebbero avere dalla loro costi inferiori qualora ci fossero ottimali opportunità al loro recupero. D’altra parte l’efficacia per l’ottenimento dei citati effetti positivi sul benessere, con riduzione dell’aggressività, non è così evidente come con la paglia. La segatura, per esempio, si consuma rapidamente a causa del calpestio e della veloce dispersione. Spesso questi materiali alternativi evidenziano problemi ancor maggiori della paglia in relazione alla compatibilità con la pavimentazione fessurata e al deflusso delle deiezioni.

Gli oggetti più adatti
Quando non è possibile utilizzare la paglia si dovrà ricorrere a soluzioni alternative che, se fossero oggetti non consumabili o non grufolabili quali catene, corde, oggetti di plastica, spesso non possono essere impiegati quali unici arricchimenti ambientali. Comunque questi arricchimenti sono spesso utilizzati in quanto possono impiegarsi con qualsiasi tipo di pavimentazione. Se gli oggetti sono masticabili e manipolabili dai suini avranno più attrattività.


Oggetti come trottole o palle a terra stimolano poco gli animali che le trascureranno dopo poco tempo. Questi ultimi hanno il vantaggio di durare nel tempo, ma dovrebbero essere usati quando in allevamento troviamo anche materiale grufolabile. Altro manufatto utilizzabile è rappresentato dai mattoni di cotto che risultano economici e danno la possibilità ai suini di morsicarli con un certo interesse.


Gli oggetti appesi ad altezza del grugno richiamano maggiormente l’attenzione. Però oggetti in plastica appesi a catene non hanno dimostrato grande efficacia nel ridurre le morsicature nel gruppo e hanno un costo non irrisorio con la necessità di sostituire spesso le parti in plastica.


Qualora l’oggetto appeso fosse rappresentato da corde, magari con nodi ad altezza della testa, l’efficacia risulterebbe sicuramente maggiore. I suini sono distratti da questo materiale che è masticabile, andrà sostituito spesso perché si consuma in fretta, circa ogni due settimane, ma il costo unitario non è elevato.


Altra soluzione non troppo onerosa è data da tronchetti in legno sospesi. Dovranno essere impiegate essenze di legno morbido per evitare schegge pericolose e dare la possibilità agli animali di masticarlo con soddisfazione. I tempi di durata sono brevi, anche inferiori alle corde appese. Sempre per dare la disponibilità agli animali di tronchetti di legno si può utilizzare un tubo messo in verticale a circa 20 cm da terra con il tronchetto all’interno, libero di muoversi e che fuoriesce fino a terra: il suino può giocarci, spostarlo e morsicarlo, poi lo si può estrarre facilmente per la sostituzione quando è consumato.



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