Febbraio 2016, i prezzi tornano a scendere

La suinicoltura italiana torna in negativo, comunica il Crefis. Le quotazioni del suino pesante da macello sono arrivate a 1,239 euro/Kg: -4,2% rispetto a gennaio 2016 e -6,7% nei confronti di febbraio 2015


bilancio

di Stefano Boccoli

Dopo il sospiro di sollievo di gennaio, con prezzi in aumento, la suinicoltura italiana torna in negativo. A febbraio 2016, le quotazioni al mercato di Modena del suino pesante da macello sono arrivate a 1,239 euro/Kg, in diminuzione del 4,2% rispetto al mese precedente, e a -6,7% nei confronti di febbraio 2015.

La pesantezza del mercato dei capi vivi, nonostante un calo nei costi di alimentazione (almeno per la soia), fa scendere a febbraio la redditività dell’allevamento calcolata dall’indice Crefis: -3,9% rispetto a gennaio e -4,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Andamento opposto interessa le quotazioni dei suinetti da allevamento che alla Cun sono in sensibile aumento: +16,6% su base congiunturale e +5,3% su base tendenziale.

Febbraio porta luci e ombre per i prodotti della macellazione. Salgono infatti le quotazioni delle cosce fresche pesanti per crudo tipico che alla Cun hanno raggiunto 4,385 euro/Kg, che si traduce in un +1,1% rispetto a gennaio, ma soprattutto in un +13,6% su febbraio 2015.

Rimangono sostanzialmente stabili invece i prezzi delle cosce fresche pesanti per prosciutti generici (+0,2% nei confronti di gennaio, ma +16,7% nei confronti del 2015). Infine scendono pesantemente le quotazioni dei lombi taglio Modena: -6,7% la variazione congiunturale e -7% la variazione tendenziale.

Grazie alla discesa dei costi per l’approvvigionamento dei suini da macello da un lato, ma soprattutto al buon andamento dei prezzi delle cosche per prosciutti tipici dall’altro, a febbraio aumenta la redditività della macellazione: +2% rispetto a gennaio e +10,1% rispetto a febbraio dell’anno scorso, proprio grazie all’inversione di tendenza che negli ultimi mesi ha interessato la filiera del prosciutto tipico, in particolare quello pesante.

Nella fase di stagionatura si registra a febbraio una marcata dicotomia: continua a salire, infatti, la redditività per i prosciutti Dop (+1,5%) mentre prosegue la discesa per i prosciutti generici   (-5,8%), dati calcolati dall’indice Crefis rispetto a gennaio. In termini tendenziali le variazioni sono tutte positive, ma mentre spiccano il +19,8% per il Parma Dop pesante e il +29,2% del Parma Dop leggero, per il non tipico le variazioni sono marginali (+0,3% per il pesante e +3,9% per il leggero).

D’altro canto ciò è frutto del buon momento per il mercato dei prosciutti tutelati: il prezzo del Parma Dop stagionato (pesante) ha infatti registrato a febbraio +1,7% rispetto al mese precedente, e +22,2% nei confronti dell’anno scorso.

«La redditività dei prosciutti Dop è di nuovo, e stabilmente, superiore a quella dei prosciutti non tutelati – sottolinea il professor Gabriele Canali direttore del Crefis – con un differenziale che a febbraio ha raggiunto il 19% nella tipologia pesante. Dopo oltre due anni, tra agosto 2013 e settembre 2015 nei quali accadeva il contrario, dallo scorso ottobre si è realizzata un’inversione di tendenza che si è andata rafforzando mese dopo mese. La filiera, almeno da questo punto di vista, ha ripreso una sua normale fisionomia, che vede il mercato dei prosciutti Dop come principale fattore trainante».

 

I dettagli nelle tabelle consultabili cliccando sul link riportato sotto:

LE 5 TABELLE TRASMESSE DAL CREFIS ALLA RIVISTA DI SUINICOLTURA IL 7 MARZO 2016

 

 


Pubblica un commento