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La macchina della solidarietà ha toccato la cifra di un milione di euro, grazie agli acquisti solidali di formaggio, più gli altri 9 milioni per il contributo dei caseifici del consorzio

Così il Parmigiano risponde al terremoto

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A cinque mesi dal terremoto del 20 e 29 maggio, il Consorzio del Parmigiano Reggiano presenta a Reggio Emilia il bilancio della solidarietà in cifre e racconta in dettaglio le modalità dei controlli effettuati su caseifici e magazzini. Intanto, nel comparto la produzione diminuisce ed i consumi aumentano, mentre le quotazioni si mantengono a 1,76 euro in meno rispetto al 2011.

La macchina della solidarietà che si è attivata a fronte degli ingentissimi danni (588mila forme cadute, 37 caseifici danneggiati e oltre 600 allevamenti colpiti) ha toccato la cifra di un milione di euro, grazie agli acquisti solidali di formaggio, e quella di 9 milioni di euro, frutto del contributo straordinario dei caseifici del comprensorio di produzione.

Giuseppe Alai, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, lo spiega più in dettaglio: «Gli acquisti realizzati online tramite il Consorzio e i caseifici che hanno donato un euro per ogni kg venduto a 13,90 euro/kg hanno determinato un gettito pari a 396.813 euro. Dalle vendite del Parmigiano Reggiano caratterizzato dal bollino “1 euro/kg per rinascere” effettuate nei canali della Gdo e Horeca (con l’impegno di catene come Coop Italia, Auchan, Realco-Sigma, Unes e McDonald’s) sono giunti contributi per 486.614 euro, mentre alle stesse operazioni effettuate con altri operatori commerciali si sono legati 25.553 euro, con l’aggiunta di donazioni dirette al neonato “Comitato Gruppo caseifici terremotati del Parmigiano Reggiano” per 28.442 euro. In totale, dunque, si tratta di 937.422 euro, così come risulta dall’estratto conto di tutti i movimenti effettuati sul conto corrente aperto dal Comitato».

A questa somma si aggiunge quella raccolta tra i caseifici del comprensorio che, come deciso nell’assemblea del luglio scorso, hanno toccato i 9 milioni di contributo straordinario. La somma complessiva sarà destinata, indicativamente entro la fine di novembre, alle strutture danneggiate con una ripartizione proporzionale all’entità dei danni subiti al netto di rimborsi assicurativi e contributi pubblici.

Le perdite causate dal sisma sono state quantificate oltre i 102 milioni di euro, di cui 71 milioni al prodotto. Si è trattato di 588mila forme cadute (630mila nei magazzini terremotati) e di un milione di posti-forma perduti (del costo all’incirca di 30 euro l’uno). Delle forme cadute, 311mila erano danneggiate (53%): 101mila erano al di sotto dei 4 mesi di stagionatura, 90mila forme erano stagionate solo tra i 4 e gli 8 mesi, 80mila forme erano stagionate tra gli 8 e i 12 mesi e 40mila oltre i 12 mesi. Una parte di questo prodotto danneggiato è stato destinato alla fusione per la produzione di componenti ad uso industriale, una parte è andato alla grattugia e la parte restante è stata distrutta.

Che misure ha assunto dunque esattamente il Consorzio a fronte dei danni provocati dal sisma? Risponde Alai: «Le iniziative si sono sviluppate su tre fronti. Anzitutto, assicurando la qualità, attraverso controlli di conformità della Dop e un’azione di vigilanza straordinaria. Secondo, dando risposte alle imprese e, terzo, alla solidarietà spontanea venuta dagli italiani, attivando vendite dirette dai caseifici e fondando il Comitato Gruppo caseifici terremotati del Parmigiano Reggiano».

Il Consorzio ha organizzato un Piano di sorveglianza straordinario, che ha incrementato tra il 50% e il 150% i controlli ordinari previsti nell’attività annuale. «Nella fattispecie – continua Alai – tra giugno e settembre 2012 sono stati controllati 518 allevamenti, il 100% dei caseifici danneggiati, il 100% del latte trasferito presso altre strutture produttive o destinato ad altri usi, il 100% del formaggio ricollocato sulle scalere e relative strutture di partenza e destinazione, inclusi i 18 magazzini collocati fuori dalla zona di produzione, a cui temporaneamente è stata destinata parte di prodotto ai sensi del decreto ministeriale del 24 maggio. Controlli sono stati effettuati anche sui laboratori di grattugia (+150%) e sui porzionatori (+100%); tutti sono stati superati».

Intanto, anche grazie al gesto di solidarietà compiuto dai consumatori, gli acquisti sono aumentati. Ancora Alai: «Tra giugno e agosto, a fronte di un calo dei consumi di 20mila forme nella Gdo e nel dettaglio tradizionale, i nuovi canali attivati a seguito del terremoto hanno assicurato il collocamento di oltre 80mila forme. Un messaggio da considerare per il futuro: l’uso considerevole di Internet come strumento di acquisto dimostra che si stanno generando le condizioni per nuovi canali di distribuzione. Nello stesso trimestre le vendite di Parmigiano Reggiano sono state superiori di quasi 61mila forme a quelle dello stesso periodo 2011». Per il 2013 gli analisti prevedono un mantenimento del trend dei consumi.

Sul versante della produzione si è registrato un calo, a luglio, dell’1,3%, ad agosto del 2,9% e a settembre del 2%. Oggi la quotazione è di 9 euro/kg, vale a dire -1,76 euro/kg rispetto alla media dell’anno scorso e -2 euro/kg rispetto al picco massimo di prezzo del 2011.

Intanto, a seguito dell’esperienza sisma il Consorzio sta pensando come poter assicurare tutto il comprensorio distribuendo il rischio. Conclude Alai: «Le forme assicurate nei comuni terremotati erano 250mila. Il rimborso riguarderà la metà del valore».

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