Cividino: la sicurezza negli allevamenti di suini / LA RELAZIONE

Qui la versione integrale della relazione tenuta dall’esperto dell’Università di Udine a un incontro tecnico tenutosi recentemente a Codroipo (Ud): un pdf di 154 slides tutto dedicato alle procedure per garantire la sicurezza del lavoro nell’allevamento suinicolo.


sicurezza Cividino

In Friuli Venezia Giulia, nel 2014, i funzionari delle Aziende sanitarie hanno effettuato i loro controlli in 90 aziende suinicole. Nel 2015, il numero salirà a 128. Sono alcune delle informazioni diffuse da Sirio Cividino dell’Università di Udine (Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali), durante un incontro tecnico tenutosi a Codroipo (Udine) con i suinicoltori dell’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia. Il tema dell’incontro era “I controlli per la sicurezza in allevamento: guida pratica per essere in regola”.

La relazione di Cividino, in particolare, si intitolava “La gestione della sicurezza negli allevamenti di suini” ed era firmata anche da Michela Vello e da Alessandro Gaiotto, anch’essi del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Udine. Possiamo consultare la versione integrale della sua relazione (un pdf di 154 slides) cliccando sulla scritta colorata situata qui sotto:

LA SICUREZZA NELL’ALLEVAMENTO DEI SUINI, RELAZIONE DI CIVIDINO A CODROIPO 

Premesso che i controlli rappresentano il punto di inizio per ridurre i rischi di infortunio in azienda, ha aggiunto Cividino, l’allevatore deve sapere che gli stessi vengono effettuati dai tecnici delle Aziende sanitarie specializzati in medicina del lavoro e dagli operatori dei Carabinieri del Nas. Gli ambiti di controllo sono molto ampi e interessano: i documenti aziendali, le strutture d’allevamento, i macchinari e le sostanze chimiche utilizzate.

La sicurezza

La formatrice Michela Vello, intervenuta anch’essa alla serata di Codroipo, nel suo intervento ha richiamato l’attenzione degli allevatori su due concetti: la sicurezza aziendale è un investimento e non un costo; operare in ambienti non sicuri è molto più costoso che adeguarsi e metterli in regola. Ecco le cifre: un infortunio costa 250 euro al giorno; il costo per un infortunio a un dito è pari a 50mila euro; le sanzioni in caso di negligenza dell’imprenditore, variano da un minimo di 2.500 a un massimo di 6.400 euro.

In materia di sicurezza, le norme di riferimento sono quelle contenute nel Dlgs 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro, Tusl), che fa la distinzione tra le aziende con più di 10 dipendenti e quelle con meno di 10 dipendenti. Tutte le aziende con dipendenti comunque, devono effettuare la “Valutazione dei rischi” e redigere l’opportuno documento; nominare le figure della sicurezza aziendale e formare i dipendenti i quali eleggono il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls).

Per i piccoli imprenditori, i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti, i soci delle società semplici del settore agricolo, invece, vi è l’obbligo di utilizzare attrezzature conformi ai dispositivi normativi e proteggersi con l’utilizzo dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi).

Tutti gli allevatori, indistintamente dalla rilevanza della propria impresa, sono assoggettati alle norme di sicurezza e devono operare esclusivamente con macchine a norma. Inoltre, devono essere muniti di Dpi. L’allevatore deve ricordare, poi, che i documenti sulla sicurezza sono personali, singoli e diversi per ogni specifica azienda (non si possono “fotocopiare”). Inoltre, il consulente che li predispone non risponde per eventuali inadempienze.

I visitatori, i fornitori o gli estranei che entrano in azienda devono essere informati sugli eventuali rischi. Per maggiore garanzia, sarebbe preferibile far apporre una firma sui documenti informativi al momento del loro ingresso in azienda. Nel caso di incidente, l’indagine obbligatoria scatta oltre i 40 giorni di prognosi dell’infortunato.

I rischi

In suinicoltura si può individuare tutta una serie di rischi legati all’attività vera e propria di allevamento e alle strutture dove viene praticato l’allevamento. Legati al primo aspetto vi sono i rischi specifici derivanti dalle operazioni di ispezione degli animali; da quelle del ricevimento delle scrofette; della movimentazione degli animali (intra-porcilaia e scarico-carico); dell’inseminazione, della gestazione e del parto; dei trattamenti dei suinetti neonati; delle operazioni di pulizia (ordinarie e straordinarie); della movimentazione degli animali morti.

Riguardo alle strutture, un ruolo di primo piano lo gioca il rischio elettrico (l’impianto non sicuro è soggetto a sanzione e, in caso di non adeguamento, può dare origine a un procedimento penale). Per gli impianti realizzati successivamente al 2008, deve essere richiesta e ottenuta la dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore.

Bisogna, inoltre, valutare e prevenire i rischi da caduta dall’alto (silos verticali o a trincea, vasche per i liquami, scale). Per tutte le macchine impiegate, è necessario possedere e conservare il relativo libretto di uso e manutenzione. Per i trattori e gli altri mezzi semoventi su strada, gli unici tipi di pneumatici di cui è consentito l’uso sono quelli inseriti nella carta di circolazione di ogni singolo mezzo. Nel caso di utilizzo di zavorre è consentita l’installazione solo di quelle omologate.

Adriano Del Fabro


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