Big Dutchman, il mais e i suini / IL VIDEO

Insilato di mais più digeribile da parte dei suini se trattato con impulsi elettrici. Un sistema premiato con la medaglia d’oro all’edizione 2014 della fiera Eurotier. Dalla tedesca Big Dutchman, in collaborazione con Gong



Nel video accessibile cliccando qui sopra vediamo la presentazione del sistema PEF (Pulsed Electric Fields) da parte di Jens Gerhards, il responsabile sviluppo progetti dell’alimentazione a liquido di Big Dutchman. Obiettivo dell’applicazione di questo sistema la frantumazione delle molecole di insilato di mais.

Il sistema è talmente innovativo che è stato premiato con la medaglia d’oro all’edizione 2014 della fiera Eurotier di Hannover. Big Dutchman è una multinazionale con sede centrale in Germania.

Una elevata presenza di fibre grezze migliora e accresce il benessere e la salute dei suini. A seguito infatti dei suoi effetti dietetici, la fibra risulta un importante ingrediente nell’alimentazione suinicola. Le percentuali di fibre grezze all’interno dell’alimentazione dei suini grassi varia approssimativamente da 3,5 a 4,5%. Ciò non è una novità. Tuttavia è ancora spesso difficile fornire alimenti a un costo sostenibile, che rispondano a un buon contenuto proteico ed energetico e che presentino anche un elevato contenuto di fibre.

Ottenere questo in passato era possibile ma prevedeva elevati costi. Ora, grazie al sistema PEF, siamo in grado di utilizzare l’intera pianta di mais per alimentare i suini. Questi animali non sono ruminanti e quindi non sono in grado di digerire l’intero mais. Pertanto si propone in tutta la sua utilità il sistema PEF, che sottopone il mais a un trattamento che lo rende più digeribile.

La sigla PEF sta per “campi ad impulso elettrico” (Pulsed Electric Fields): il sistema sottopone il mais a impulsi ad alto voltaggio, che ne frantumano le molecole. Questo rende il mais più digeribile e contemporaneamente apporta ai suini tutto il suo contenuto energetico.

L’esperienza di Big Dutchman con il sistema PEF applicato a impianti a liquido ha mostrato Quanto segue. Il 15% della ricetta è composta da insilato di mais. Il trinciato di mais viene prima miscelato con acqua in un premiscelatore. Al fine di raggiungere un contenuto di sostanza secca più elevato possibile, il premiscelato viene poi passato in uno speciale trituratore. Dopo che tutto il premiscelato è stato macinato, può essere utilizzato come componente nell’alimentazione a liquido. Quando il computer chiama il componente “mais PEF” trattato e frantumato, il mix viene inserito nella vasca di miscelazione attraverso l’impianto PEF.

A questo punto la miscelazione è pronta per alimentare i suini. I vantaggi sono ben ovvi e sono i seguenti:

  1. Grazie all’alimento prodotto ricco di fibre grezze, l’apparato gastro-intestinale dei suini è più resistente ed i suini godono di un migliore stato di salute. Di conseguenza l’uso di antibiotici si riduce notevolmente.
  2. Si riscontra un effetto economico positivo anche dal punto di vista della gestione dell’impianto. Le piante di mais sono un mangime economicamente efficiente. E’ possibile risparmiare fino ad 1,50 euro per suino, nel caso si tratti di suini grassi.
  3. Si avrà inoltre un minor sfruttamento dei terreni poiché il sistema PEF richiede solo 1/4 dell’area normalmente necessaria per la produzione dell’alimento.

Nel video si vedrà un impianto a liquido con sistema PEF: partendo da sinistra il pre-miscelatore, il trituratore e infine la vasca di miscelazione per alimentazione a liquido.

Il sistema PEF può essere commercializzato solo da Big Dutchman. In futuro questa azienda prevede uno sviluppo di tale sistema con utilizzo di altri cereali ed anche con applicazione a impianti a secco.

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Presentazione a cura di Gong srl, di Ghedi (Bs), distributore esclusivista in Italia delle soluzioni tecnologiche Big Dutchman.

 

 


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