ASSICA – Spazi di crescita per l’export di salumi e carne suina

Prospettive con l’abbattimento delle barriere non tariffarie e il riconoscimento delle regioni non interessate da malattie infettive


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Nonostante uno scenario economico internazionale piuttosto critico che perdura da diversi anni, le esportazioni dei salumi italiani hanno sempre registrato buoni risultati. A conferma di ciò i numeri dell’export dei primi sei mesi confermano una crescita a volume di +5,9% per 74.067 tonnellate e a valore del +3,9% per 614,6 milioni di euro.

Un risultato che acquisisce una valenza ancora più eccezionale se, oltre la crisi economica, si tiene conto anche delle difficoltà che diversi prodotti hanno nell’andare in molti Paesi a causa dell’innalzamento di nuove barriere non tariffarie che si aggiungono alle barriere veterinarie.

Per barriere veterinarie s’intendono quelle che escludono totalmente le carni suine e i prodotti a base di carne suina da alcuni mercati terzi o circoscrivono ad alcune categorie le possibilità di esportazione e che creano un danno economico quantificato in circa 250 milioni di euro all’anno. Quando si parla di nuove barriere tariffarie, invece, ci si riferisce in particolare ad alcuni provvedimenti adottati da parte delle autorità della Federazione russa, degli Usa o del Sudafrica, tra la fine del 2013 e i primi mesi del 2015, che hanno limitato significativamente le nostre possibilità di esportazione.

Ma i risultati complessivi dell’export confermano le notevoli potenzialità di cui il nostro settore può ancora beneficiare a livello internazionale, premiando le aziende che stanno sviluppando le proprie attività in tale direzione.

Assica, consapevole che la crescita del settore richieda il miglior posizionamento possibile delle nostre produzioni sui mercati mondiali, ha intensificato la collaborazione attiva con le Istituzioni nazionali, comunitarie e con le nostre rappresentanze diplomatiche all’estero, con l’obiettivo non solo di ottenere la revoca dei più recenti provvedimenti restrittivi, ma anche di individuare nuovi sbocchi commerciali e incrementare i flussi di esportazione già in essere.

Apertura alle brevi stagionature

Margini di sostanziale miglioramento sono senz’altro legati all’ampliamento della gamma dei prodotti di salumeria esportabili, all’affiancamento ai nostri prosciutti tipici, ormai presenti in quasi tutti i Paesi terzi, dei prodotti a breve stagionatura quali pancette, coppe, salami e delle carni fresche, le cui possibilità di esportazione risultano ancora  penalizzate dal permanere in alcune regioni del territorio italiano della Peste suina africana (PSA) e della Malattia vescicolare del suino (MVS).

Per molti salumi italiani, infatti, non è possibile vantare, quale garanzia nei confronti dei teorici rischi di introduzione di malattie infettive della specie suina nel territorio dei Paesi importatori, la durata del trattamento di stagionatura, che permette l’esportazione dei prosciutti italiani in quasi tutti i mercati mondiali. Pertanto, le negoziazioni con le amministrazioni dei Paesi terzi devono porsi l’obiettivo di far accettare loro il principio della regionalizzazione veterinaria, che implica la necessità di identificare le aree del nostro Paese indenni da MVS e PSA da cui autorizzare le esportazioni dei prodotti a breve stagionatura, delle carni e delle frattaglie suine.

Oltre ai benefici diretti insiti nell’incremento delle attività di esportazione, la realizzazione di questo obiettivo consentirebbe di contribuire significativamente alla valorizzazione della carcassa del suino italiano, con benefici per l’intera filiera suinicola.

L’indennità del Nord Italia

In particolare, per quanto riguarda la Malattia vescicolare, Assica ha potenziato le azioni di sensibilizzazione nei confronti delle autorità di governo, affinché sia garantita maggior incisività alle politiche di eradicazione in atto, e ha proposto al ministero della Salute di sottoporre il dossier che ha portato al riconoscimento dell’indennità della macroregione del Nord Italia da parte delle autorità statunitensi di Aphis anche alle autorità degli altri Paesi terzi, che ad oggi non riconoscono la normativa comunitaria in materia di regionalizzazione. Attualmente sono in corso trattative in tal senso con le autorità di Singapore, Cina e Corea del Sud; ad adiuvandum, il ministero della Salute ha richiesto e ottenuto la pubblicazione della dichiarazione di indennità della macroregione del Nord da Malattia vescicolare sul 1° numero 2015 del bollettino dell’Organizzazione mondiale della Sanità animale (Oie).

Le ispezioni delle autorità dei Paesi terzi

Molto spesso le autorità dei Paesi terzi, per poter realizzare una valutazione del nostro “Sistema Paese” al fine di decidere sulla sua idoneità a ottenere l’autorizzazione a esportare, chiedono di poter ispezionare i nostri allevamenti, gli stabilimenti di lavorazione e trasformazione delle carni, di visitare gli Istituti zooprofilattici, di confrontarsi con i nostri Servizi veterinari, centrali e territoriali; Assica affianca e supporta il ministero della Salute nell’organizzazione e nella gestione di queste missioni.

Quelle già in calendario per le prossime settimane sono le ispezioni richieste dai servizi veterinari delle Filippine e della Repubblica Popolare di Cina. La prima con lo scopo di inserire per la prima volta il nostro Paese nell’elenco di quelli autorizzati a esportare nelle Filippine, la seconda finalizzata alla conclusione della trattativa, che le nostre autorità supportate da Assica conducono da oltre 10 anni, per l’apertura del mercato cinese alle carni e alle frattaglie suine. Anche stavolta Assica sarà in prima fila.

 

Leggi l’articolo completo sulla Rivista di Suinicoltura n. 12/2015

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