ALLEVAMENTO –

Verso la Rassegna Internazionale di Reggio Emilia. Andrea Cristini, presidente di Anas: «Segnali che lasciano ben sperare per il futuro della nostra suinicoltura»

Allevamento Suinicolo, un anno che segna una svolta. E l’Italia ritorna protagonista

suini

Un anno con tanti elementi
da ricordare che
non mancheranno di
fare sentire i loro effetti anche
per il 2013. Il dato principale
che emerge è la prospettiva favorevole
per l’allevamento suinicolo,
dopo anni di crisi, con
segnali interessanti, in particolare
per la nostra suinicoltura
incardinata su produzioni di alta
qualità e con caratteristiche di
allevamento, di genetica e di
piani alimentari diverse da
quanto si realizza nel resto del
mondo. Una situazione ancora
in movimento, è chiaro, ma i
segnali sono interessanti, come
sottolinea il presidente dell’Associazione
nazionale allevatori
suini, Andrea Cristini; gli elementi
negativi, che pure ci sono,
non dovrebbero essere tali
da soffocare l’ottimismo.

«Il dato più evidente sotto gli
occhi di tutti – ricorda il presidente
Anas – è stato l’innalzamento
dei prezzi dei suini registratosi
nella seconda parte del
2012, che ha portato a quotazioni
record un po’ in tutta Europa.
Purtroppo, contemporaneamente
si sono registrati aumenti
tali delle materie
prime e, quindi, dei
costi alimentari,
che hanno quasi
completamente vanificato
l’effetto
positivo sui bilanci.
C’è, però, un aspetto
che va sottolineato,
perché indicativo
di una tendenza
che fa ben
sperare anche per il
prossimo anno:
l’impennata dei
prezzi fatta registrare
dai suinetti
nazionali dimostra
come cresca l’interesse
degli ingrassatori
per il maiale italiano. Un
segnale che si unisce ad altri e
lascia ben sperare per la nostra
suinicoltura nel prossimo anno».

Buone prospettive
Ciò che tinge maggiormente di
rosa un orizzonte che per anni è
stato plumbeo ha origine, almeno
in parte, proprio dalla situazione
critica che per anni hanno
vissuto gli allevamenti di suini in
Italia e in Europa. Bassi prezzi,
spesso insufficienti a coprire i
costi di produzione, difficoltà
crescenti di accesso al credito,
normative ambientali onerose a
cui sottostare, hanno portato a
una diminuzione del numero di
allevamenti, al calo nel numero
di scrofe e, inevitabilmente, a
unaminore disponibilità di carni
suine sul mercato europeo, anche
perché nel frattempo le
esportazioni di carni europee,
soprattutto in Asia, sono cresciute.
Questo ha provocato il
balzo in avanti dei prezzi a cui
abbiamo assistito.

Tuttavia, Andrea Cristini segnala
un fatto nuovo, figlio di una
congiuntura economico-finanziaria
difficile ovunque: pur in
presenza di alti prezzi dei suini e
con prospettive favorevoli anche
per il prossimo futuro, non
aumenta il numero degli allevamenti,
come invece avveniva
nel passato. Non aumenta perché
i costi di produzione sono
estremamente alti, le disponibilità
finanziarie delle aziende sono
ridotte al minimo, è difficilissimo
g Il presidente di Anas, Andrea ottenere prestiti, gli alti prezzi dei cereali possono indurre
dei suinicoltori con disponibilità
di terreni a smobilitare
l’allevamento e orientare
diversamente l’attività.

«Se a questo – sottolinea Cristini
– aggiungiamo gli effetti della
normativa sul benessere animale
– riguardo alla quale abbiamo
fatto il possibile per ridurne
l’impatto negativo nella sua applicazione
in Italia – e l’inevitabile
riduzione nel numero di
scrofe in Europa che essa comporterà,
si capisce come la domanda
si dovrebbe mantenere
alta, sostenendo così i prezzi al
macello».

All’interno di questa domanda
generalizzata di carni suine, dovuta
a un calo della produzione,
secondo Andrea Cristini la richiesta
del prodotto nazionale
dovrebbe andare meglio, anche
per gli effetti generati dall’applicazione
della classificazione
delle carcasse al macello che ha
fatto crescere la domanda di
prodotto nazionale.

Sbocco alternativo
Un ulteriore elemento a favore
della nostra produzione, come
sottolinea il presidente Anas, è
legato alla castrazione dei suinetti:
«Nei paesi del Nord Europa
stiamo andando verso un
generalizzato abbandono della
castrazione. Questo dovrebbe
condurre alla produzione di
carni e cosce completamente
diverse rispetto a quanto prodotto
sino ad ora. Soprattutto,
potrebbero esserci modifiche
nel gusto delle carni difficilmente
gradite dal consumatore
italiano, contribuendo così ad
accrescere la domanda di carni
provenienti da animali allevati
in Italia e, quindi, castrati, grazie
alla deroga al divieto di castrazione
ottenuta dall’Italia anche
per merito dell’impegno di
Anas che ha dimostrato l’impossibilità
della produzione del
suino pesante senza ricorso alla
castrazione. A questo riguardo,
per il prossimo futuro mi aspetto
un aumento della domanda
da parte dei macelli di cosci di
suini intermedi allevati in Italia
».
Potrebbero quindi porsi su un
piano di concretezza le possibilità
di sviluppo di un canale di
sbocco alternativo della nostra
produzione suinicole, da sempre
al centro del dibattito.

Pagamento a peso morto

Un altro argomento che sta infiammando
i dibattiti è quello
relativo al pagamento al macello.
Riguardo alla possibile applicazione
anche in Italia del pagamento
a peso morto il Cristini
non chiude la porta, ma chiede
che si faccia chiarezza: «Non è
pensabile applicarlo con le regole
attuali. Approfondiamo
questo aspetto e poi si può anche
considerare il pagamento a
peso morto».

Non mancheranno certo le
possibilità per approfondire
questo tema alla prossima Rassegna
Suinicola Internazionale
di Reggio Emilia, che si terrà
dal 18 al 20 aprile, durante la
quale Anas sarà presente con il
suo tradizionale padiglione e
ospiterà un fitto calendario di
incontri e seminari, con particolare
enfasi dedicata ai risultati
raggiunti dalla selezione nazionale.

Sarà solo uno deimotivi di interesse
che, in un quadro di accresciuto
ottimismo nel settore,
renderanno l’appuntamento
della Rassegna Internazionale
di ReggioEmilia – la più importante
manifestazione suinicola
nazionale – imperdibile per tutti
gli operatori del comparto.
Una manifestazione che, forte
del suo primato nazionale, edizione
dopo edizione rafforza i
legami con le principali fiere
zootecniche internazionali. Un
lavoro di promozione che, per
l’edizione 2013, ha avuto un
momento importante con la
partecipazione ad Eurotier, ad
Hannover, la principalemanifestazione
zootecnica europea,
nel padiglione dedicato alla suinicoltura.

Nella cittadina tedesca, i segni
di ripresa sono stati evidenziati
dall’incremento nel numero
di espositori rispetto all’edizione
precedente e, tra questi,
numerose aziende italiane e la
maggior parte delle ditte estere
che hanno confermato la
loro partecipazione al prossimo
evento di Reggio Emilia.
Un ulteriore segno di ottimismo
per un settore che ha voglia
di tornare a crescere, dopo
anni di sofferenza.


Pubblica un commento