Fattoria Rossi, un modello di agricoltura ecosostenibile

Molti gli accorgimenti gestionali adottati da questa azienda di Montecavolo (Re) per garantire alti livelli di benessere ai propri animali


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Non è un caso che sia stata inserita nel progetto della comunità europea per rappresentare il modello di agricoltura ecosostenibile insieme ad altre dodici aziende di altrettanti paesi. Si tratta della Fattoria Rossi, che ha fatto del benessere animale un must del proprio allevamento.
Spiega Gianni Rossi (a destra nella foto),  che con i fratelli Graziano e Massimo conduce l’omonima azienda, la Fattoria Rossi di Montecavolo a Reggio Emilia: «Grazie a tutti gli accorgimenti ispirati ad alti livelli di benessere animale che abbiamo attuato in azienda possiamo fare a meno degli antibiotici e garantire al consumatore un suino “nato, allevato, macellato a Reggio Emilia” con indicazione in etichetta».
Fattoria Rossi ha una porcilaia con 400 suini per la produzione di prosciutto di Parma e altri salumi prodotti in azienda e un allevamento di 220 bovini, di cui 120 in lattazione, per la produzione di Parmigiano Reggiano.
«Abbiamo appena terminato di restaurare e ampliare la porcilaia – aggiunge Rossi – per realizzare tutte le esigenze legate al benessere animale. Anzitutto, abbiamo organizzato la sala parto in modo che le scrofe possano partorire libere nei box (e non più in gabbia), su paglia. Ogni giorno eliminiamo la paglia sporca e in genere la sostituzione avviene ogni due/tre giorni».
Più spazio vitale per capo
Il secondo passo compiuto dall’azienda Rossi riguarda lo spazio vitale garantito a ciascun suino. «In una porcilaia che avrebbe una capienza di 900 suini in base alla normativa vigente – sottolinea Rossi – ne teniamo 400, in modo che ciascuno abbia a disposizione spazi ampi. Oltre alla porcilaia, gli animali hanno a disposizione un recinto esterno su prato di 3 ha».
Certificazione “antibiotic free”
Intanto, la Fattoria ha fatto domanda per ottenere la certificazione “antibiotic free” sia per l’allevamento bovino che per quello suino. «Se nel caso dei bovini – spiega ancora Rossi – il trattamento antibiotico viene eliminato dalla nascita al macello, nel caso dei suini, per via delle vaccinazioni obbligatorie, il periodo di “antibiotic free” deve partire dal 49esimo giorno di vita».
Ma come è possibile evitare gli antibiotici nel caso dei suini? Risponde ancora Rossi: Grazie al benessere animale, ai giusti spazi, all’assenza di stress e all’alimentazione corretta, i suini si ammalano molto meno e sviluppano tanti più anticorpi».
(Alessandra Ferretti)

Leggi l’articolo completo sulla Rivista di Suinicoltura n. 5/2017

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