Gran Suino Italiano, aggregazione e ricerca

Questa Oi rappresenta circa un milione di capi allevati e un giro d’affari annuo di carne lavorata superiore a 50mila tonnellate. Ed è protagonista di progetti di ricerca, in Italia e in Europa


seconda foto, Guido Zama

Di Giorgio Setti

Nel settore zootecnico politici sindacalisti ed economisti non fanno altro che auspicare una maggiore aggregazione dell’offerta, politiche di filiera, programmazione, e via banalizzando. Ultimamente però ha fatto un salto di qualità una organizzazione che questi principi li concretizza, la Oi (organizzazione interprofessionale) Gran Suino Italiano.

Alla sua assemblea annuale, tenutasi recentemente a Reggio Emilia, il presidente della Oi Guido Zama (nella foto) ha riassunto così i connotati di questa relativamente nuova realtà: «Rappresentiamo circa un milione di capi allevati e un giro d’affari annuo di carne lavorata presso i salumifici aderenti che supera le 50mila tonnellate. Pronti i progetti di ricerca insieme al Crpa, Unibo e Istituto zooprofilattico, più le iniziative volte alla promozione e comunicazione perché su queste tre linee d’intervento deve basarsi la strategia di contrasto alla crisi della filiera suinicola».

L’assemblea in particolare ha deliberato l’entrata di nuovi soci tra cui importanti salumifici e prosciuttifici quali Prosciuttificio M.P., Salumificio San Carlo spa, Casale spa, Salumificio San Paolo, Dallatana, Capanna Alberto, Stagionatura Montefiore, Cav. Umberto Boschi spa, Furlotti e C., Ravanetti Artemio, Fratelli Tanzi spa, Villani spa, Prosciuttificio San Domenico spa, Tanara Giancarlo spa, Gualerzi spa.

Massima attenzione sarà posta dall’Oi al tema della ricerca e dell’innovazione, partendo da due progetti in fase di presentazione sui bandi del Psr – misura 16 dedicati ai Goi, gruppi operativi per l’innovazione. Il primo progetto, in collaborazione con il Crpa, spiega Zama, «mira a determinare i parametri da utilizzare per la terminazione delle emissioni di carbonio nella produzione di salumi: tali parametri attualmente non sono codificati in nessuna parte del mondo». Il secondo progetto, in collaborazione con l’Università di Bologna, l’Istituto zooprofilattico e il Crpa, «punterà a realizzare all’interno dell’Interprofessione una linea produttiva “antibiotic free” che abbia una dimensione superiore a quella della singola azienda (con certificazione Csqa): un progetto che coinvolgerà tutta la filiera del suino pesante».

Tra le iniziative dell’Oi sono da ricordare anche quelle rivolte alla promozione e valorizzazione delle carni suine e della salumeria, «nell’intento – continua il presidente – di rafforzare la presenza della nostra filiera sul mercato italiano ed estero. Con l’obiettivo di abbinare la tipicità e la qualità dei prodotti emiliano romagnoli alla diffusione della cultura gastronomica nel mondo». Partirà presto anche il progetto “adotta un blogger”, finalizzato ad aprire un dialogo e un confronto on line tra l’Oi e chi crea opinione, per garantire una corretta informazione al consumatore.

«Per sostenere e difendere le peculiarità della suinicoltura italiana – osserva infine Zama – è strategica la nostra presenza sui tavoli comunitari. L’Oi è infatti l’unico attore italiano, in concerto con il Crpa, a far parte del gruppo di lavoro candidato a governare il partenariato europeo per l’innovazione del settore suinicolo».

I numeri della Oi

L’organizzazione interprofessionale (Oi) Gran Suino Italiano rappresenta oggi oltre un terzo della produzione suinicola dell’Emilia Romagna; più di cento allevatori che hanno dato mandato alle loro associazioni di categoria, in prevalenza Confagricoltura e Cia, di rappresentarli nell’Oi. A questi si aggiungono:

– gli allevatori iscritti alle organizzazioni dei produttori Asser e Opas con attività in Emilia-Romagna, oltre all’Unapros, l’organizzazione che rappresenta le Op del comparto suinicolo nazionale;

– diverse importanti aziende di macellazione e trasformazione: Italcarni, Annoni, Clai, Zuarina, Galloni, il Prosciuttificio San Michele, Fontana Ermes, Negrini Salumi, Annoni Ugo Prosciutti, Devodier Prosciutti, Leporati Prosciutti Langhirano Spa, Martelli F.lli spa, Felsineo spa, San Nicola Prosciuttificio del Sole spa;

– e tra le new entry: Prosciuttificio M.P., Salumificio San Carlo spa, Casale spa, Salumificio San Paolo, Dallatana, Capanna Alberto, Stagionatura Montefiore, Cav. Umberto Boschi spa, Furlotti e C., Ravanetti Artemio, Fratelli Tanzi spa, Villani spa, Prosciuttificio San Domenico spa, Tanara Giancarlo spa, Gualerzi spa.

L’assessore Caselli: bene la sua crescita

In occasione dell’assemblea di Reggio Emilia l’assessore emiliano all’Agricoltura Simona Caselli ha espresso «apprezzamento per la crescita dimensionale dell’Oi, soprattutto nell’ultimo anno, confidando nel suo consolidamento e allargamento oltre i confini regionali».

Ha aggiunto: «E’ evidente che le varie componenti della filiera stanno comprendendo sempre più il valore aggiunto dato da politiche di indirizzo studiate e avviate in piena sinergia, con iniziative e azioni concrete atte a contrastare le criticità di mercato». Ha infine sottolineato «quanto sia importante presidiare il tema della ricerca anche in ambito europeo (una delle priorità dettate dall’Oi) partecipando in maniera attiva ai gruppi di partenariato dedicati allo sviluppo di progetti innovativi».

 


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